REGIONI E RETI DI BIOBANCHE 

 


Le Regioni hanno avviato una serie di iniziative al fine di organizzare le attività legate al biobanking. Alcune Regioni hanno completato o stanno completando anche un percorso di riconoscimento della rete di biobanche regionali accreditate. Di seguito sono riportate alcune attività in ambito regionale.

 

Rete biobanche Regione Liguria

Le Regioni, in base ad un accordo della Conferenza permanente Stato-Regioni del 25 Marzo 2009 sono responsabili della individuazione delle biobanche da certificare nell'ambito del territorio di competenza.
La Regione Liguria, con delibera n.34 della Giunta Regionale del 22 gennaio 2010, ha istituito la Rete regionale ligure comprendente le biobanche presso i seguenti Istituti: Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, Istituto Giannina Gaslini, Azienda Ospedaliera Universitaria S. Martino di Genova, Ente Ospedaliero Ospedale Galliera.

 

Rete biobanche Regione Campania

la Regione Campania ha avviato una serie di iniziative al fine di organizzare le attività delle biobanche di ricerca. Con delibera n.39 della Giunta Regionale del 14 febbraio 2011, la Regione ha infatti inserito le biobanche di materiale umano, ed in particolare le biobanche oncologiche, tra gli obiettivi di carattere prioritario nell'ambito del Piano Sanitario Regionale.

Attualmente, la BioBanca Istituzionale (BBI) dell'Istituto Nazionale Tumori di Napoli sta collaborando alla definizione delle linee di indirizzo per realizzare una Rete regionale per le biobanche, definendo i principali aspetti organizzativi e gestionali delle biobanche, al fine di rendere omogenee sul territorio regionale, le procedure finalizzate alla attivazione delle stesse.

 

Rete biobanche Regione Sicilia

Il progetto "SIASOPs BioBank", "Sistema integrato per l'armonizzazione delle procedure e la gestione delle biobanche", mira alla costituzione di un network di riferimento multiistituzionale all'interno della Regione Sicilia, che permetta di creare e organizzare sul territorio regionale un network di biobanche, che, partendo dalle infrastrutture fisiche esistenti, rafforzerà gli stessi siti di deposito e garantirà l'armonizzazione e l'integrazione delle risorse individuali delle infrastrutture di ricerca e non.

 

Regione Toscana

La Regione Toscana ha approvato con delibera n.974 del 25 novembre 2013 il documento  "Indirizzi per lo sviluppo di un'architettura innovativa di Biobanche per la valorizzazione della ricerca in Regione Toscana". Contestualmente, la Delibera avvia il processo di realizzazione di una rete regionale delle biobanche per favorire la partecipazione a progetti e reti europei, ed in particolare a BBMRI.

 

da Vinci European Biobank (daVEB)

La rete daVEB, coordinata dalla Dr.ssa P. Turano, è un'infrastruttura di ricerca della Fondazione Farmacogenomica FiorGen Onlus ed è ospitata dal Centro Risonanze Magnetiche  (CERM), centro di eccellenza in biologia strutturale e metabolomica.

La rete daVEB opera come biobanca distribuita sul territorio, avente il sito principale di stoccaggio e l'infrastruttura IT centralizzata situati presso il Polo Scientifico di Sesto Fiorentino (Università degli Studi di Firenze), ed altre Unità di Ricerca delocalizzate nelle province di Firenze, Prato, Pisa e Siena.

 

Regione Lombardia

Recentemente, si è assistito ad un notevole incremento nel numero delle Biobanche di istituzioni afferenti alla Rete Oncologica Lombarda (ROL), nonché un miglioramento qualitativo degli standard di tali strutture. La situazione, tuttavia, non è ancora completamente operativa, e per tali motivi ROL ha nella sua progettualità un workpackage che si propone di razionalizzare e armonizzare l'attività delle Biobanche per il loro ruolo "dal lato del paziente", comprendendo il loro ruolo cruciale nello studio di nuovi farmaci "intelligenti" e di nuovi strumenti diagnostici in collaborazione con l'Industria, con il fine ultimo di creare un facilitare la ricerca attraverso una organizzazione basata su una rete di biobanche, offrendo a Regione Lombardia un utile strumento nello sviluppo delle politiche sanitarie.

In questo contesto, Regione Lombardia ha varato un programma di sostegno alle attività delle biobanche finalizzato alla creazione di una rete regionale di infrastrutture con elevati livelli di qualità, integrati con analoghe iniziative nazionali e internazionali. Per tale motivo, nel novembre 2012 sono state pubblicate le linee guida per la regolamentazione delle biobanche di ricerca in Lombardia (decreto n.10507) con la definizione dei criteri minimi per l'istituzione della struttura organizzativa, dell'IT, e degli aspetti etico/legali legati a tali attività.

Inoltre ROL mira ad implementare una Banca Virtuale dei Tessuti in Lombardia, con particolare riguardo alla metodologia e agli aspetti normativi/giuridici, anche attraverso il coinvolgimento delle associazioni di pazienti.

 

Rete Oncologica Lombarda (ROL)

La ROL è una rete di patologie (tumori solidi) che permette la condivisione di informazioni cliniche e la comunicazione tra i medici e le strutture sanitarie che attuano prevenzione, assistono e curano persone affette da tumore. E' stata attivata nel 2006 ed è in fase di progressiva estensione a tutte le strutture della Regione.

Lo scopo principale di ROL è quello di migliorare la qualità delle cure con una peculiare focalizzazione sul rapporto costo/efficacia, al fine di garantire il controllo delle spese sanitarie. ROL si basa sulla cooperazione clinica, lo scambio di informazioni e l'integrazione delle strutture per la cura delle patologie oncologiche già esistenti in Lombardia con le organizzazioni di professionisti, orientate alla appropriatezza e sostenibilità diagnostico/terapeutica. A livello clinico, ROL si basa sulla "evidenza scientifica" attraverso la definizione e l'attuazione di un sistema di linee guida da utilizzare nella pratica clinica per i tumori solidi; tali linee guida sono state definite per consenso dalla Comunità degli oncologi in Lombardia e sono aggiornate annualmente.

Come da usuale prassi adottata dai clinici, ROL mira, oltre alla condivisione di informazioni e criteri per la messa a punto di cure di elevata qualità, al miglioramento di tale qualità attraverso la partecipazione a studi clinici secondo il principio ampiamente accettato che "la cura è migliore con la Ricerca ".

 

Rete Ematologica Lombarda (BIOREL)

La REL, come altre reti di patologia, rappresenta un nuovo modello di collaborazione sistematica, finalizzato alla realizzazione di percorsi assistenziali integrati tra gli specialisti di diverse strutture ospedaliere e la medicina territoriale, i medici di medicina generale e l'assistenza domiciliare. Il nuovo modello organizzativo, basato sul collegamento in rete delle strutture sanitarie, è oggi possibile grazie alle nuove tecnologie dell'informatizzazione e della comunicazione. Le reti di patologia possono, infatti, essere considerate dei "reparti virtuali", in cui più soggetti, appartenenti a diverse strutture ospedaliere o territoriali, pur lavorando in situazioni di distanza fisica, possono collaborare al processo di diagnosi e cura del paziente. L'obiettivo strategico della REL, coerentemente con la programmazione regionale, è garantire la migliore accessibilità alle cure per i pazienti ematologici, la qualità delle prestazioni e la continuità assistenziale.

 

BioBanca Oncologica Pugliese (BioBOP)

BioBOP, Network per lo Sviluppo di Biobanca Regionale ed Utilizzo di Tessuti Biologici di Interesse Oncologico per Nuovi Approcci Diagnostici, Farmacologici, Biomedicali in Oncologia, è la Rete regionale delle biobanche pugliesi, attualmente in fase di costituzione. La Biobanca istituzionale dell'Istituto Tumori IRCCS di Bari ha il compito di realizzare la rete regionale per rendere disponibile agli stakeholder materiale biologico di qualità e corredato delle principali informazioni clinico-biologiche  in oncologia e nei diversi settori della ricerca biomedica.