Tessuti di Archivio


Un tipo particolare di deposito di tessuti è costituito dagli archivi di tessuti fissati ed inclusi in paraffina, residui da precedenti attività cliniche (biopsie, tessuti chirurgici, riscontri diagnostici, inclusi da agoaspirati) che si trovano presso le anatomie patologiche di tutti gli ospedali e che vengono definiti tessuti d'archivio. Questi tessuti vengono conservati secondo modalità che servono alle funzioni di materiale diagnostico ed alla definizione clinica dei casi e delle metodiche diagnostiche. Possono anche essere utilizzati per  attività di ricerca traslazionale e validazione di biomarcatori; i metodi molecolari1 utilizzati sono simili ai classici metodi di proteomica e biologia molecolare per i tessuti freschi o congelati, ma è possibile ottenere risultati soddisfacenti solo con alcuni accorgimenti. Bisogna distinguere il materiale storico, per cui non è possibile ottenere il consenso, da quello prospettico, per cui il consenso dovrà essere richiesto al paziente al momento dell'asporto dei tessuti per finalità cliniche. In entrambi i casi i campioni saranno anonimizzati e gli studi dovranno essere sottoposti ai competenti comitati etici e rispettare le regole della privacy in uso per qualsiasi materiale e dato clinico.

La rete italiana di tessuti d'archivio NIPAB (Network of Italian Pathology Archive Biobanks) è coordinata da Giorgio Stanta ed è parte integrante di BBMRI-IT.

1Guidelines for Molecular Analysis in Archive Tissue. Editors: Giorgio Stanta ISBN: 978-3-642-17889-4 (Print) 978-3-642-17890-0 (Online)